La perfezione del Caos

Il caos non è disordine, ma un ordine sublime!

Archive for the ‘Storia’ Category

nov-1-2009

“Santi, artisti, pensatori…” [Daily Photo #22]

Roma 01-11-2k9: “Santi, artisti, pensatori… © Stefano Costantino 2009

“Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori” – Roma EUR – Palazzo della Civiltà Italiana.

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mag-23-2009

17:58 Silenzio…

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feb-20-2009

100 Anni dalle avanguardie!

20 Febbraio 1909: Filippo Tommaso Marinetti pubblica il “Manifesto Futurista” sulla prima pagina de “Le Figaro”, venne rilasciato in forma declamatoria per fornire una raccolta concisa di pensieri, convinzioni e intenzioni dei Futuristi. I futuristi esplorarono ogni forma artistica, dalla pittura alla scultura, in letteratura riguardo alla poesia e al teatro, ma non trascurarono neppure la musica, l’architettura, la danza, la fotografia, il nascente cinema e persino la gastronomia. Principale esponente del movimento Futurista fu il reggino Umberto Boccioni, nonché maggior esponente dell’arte futurista meridionale italiana.

Manifesto Futurista
1- Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
2- Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3- La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità penosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4- Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.
5- Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
6- Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
7- Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.
8- Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli!  Poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.
9- Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore
10- Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria
11- Noi canteremo  le locomotive dall’ampio petto,  il volo scivolante degli aeroplani. E’ dall’Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

Filippo Tommaso Marinetti

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dic-28-2008

1908-2008 1oo anni dopo il Grande Sisma

Il terremoto Calabro-Siculo del 1908, 37 interminabili secondi di paura.

Lunedì 28 dicembre 1908, alle ore 5,21 del mattino, nella piena oscurità e con gli abitanti immersi nel sonno, uno dei più potenti terremoti della storia italiana, che raggiunse i 7,1 gradi della scala Richter , seguito da un maremoto, mise a soqquadro le coste calabro-sicule con numerose scosse devastanti. La città di Messina fu quasi rasa al suolo, gravissimi i danni riportati da Reggio Calabria e da molteplici altri centri abitati del circondario. Sconvolte le vie di comunicazione stradali e ferroviarie nonché le linee telegrafiche e telefoniche. L’illuminazione stradale e cittadina venne di colpo a mancare a Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni e Palmi, a causa dei guasti che si produssero nei cavi dell’energia elettrica. I sismografi, che registrarono il verificarsi di un terremoto di grande magnitudo, misero in evidenza solo la grande intensità delle scosse senza consentire però agli specialisti di individuare con altrettanta certezza la specifica localizzazione e solo di immaginare, ovviamente, i possibili danni provocati da un sisma di quella intensità. Il sisma è inquadrabile settorialmente in una zona probabilmente ubicata in Italia ma nessuna ulteriore informazione era disponibile, solo le tracce marcate dai pennini sui tabulati degli osservatori sismici che gli studiosi cominciarono velocemente ad analizzare ed interpretare. I telegrafi cominciarono a ticchettare in attesa di ottenere e scambiare notizie.  Gli addetti all’osservatorio Ximeniano annotarono:

« Stamani alle 5:21 negli strumenti dell’Osservatorio è incominciata una impressionante, straordinaria registrazione: “Le ampiezze dei tracciati sono state così grandi che non sono entrate nei cilindri: misurano oltre 40 centimetri. Da qualche parte sta succedendo qualcosa di grave. »

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